Il Lato Positivo

E’ uscito nelle sale italiane il 7 marzo Il lato positivo – Silver Linings Playbook, l’ultimo film di David O. Russel tratto dal romanzo di Matthew Quick “L’orlo argenteo delle nuvole”.

Candidato a 8 Oscar tra cui miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista, miglior attrice protagonista (poi effettivamente vinto da Jennifer Lawrence) e miglior attore e attrice non protagonisti, Il lato positivo ha tutte le premesse per una classica delusione da troppo-alte-aspettative.

E’ un film velocissimo. Così veloce che è difficile riuscire ad affezionarsi ai personaggi che pure hanno tutte le premesse per suscitare simpatia nello spettatore. Pat (Bradley Cooper) e Tiffany (Jennifer Lawrence) sono due psicopatici con traumi di natura amorosa alle spalle: lui ha scoperto la moglie nella doccia con un collega che ha picchiato a sangue, lei è da poco rimasta vedova e cerca conforto andando a letto con tutti. E’ una commedia tragiromantica sul tema della malattia mentale, scrive qualcuno. Ma la verità è che questo tema non viene affatto sviluppato e anzi sembra essere liquidato abbastanza in fretta. Pat legge Hemingway e poi sveglia i genitori nel mezzo della notte per lamentarsi del finale: questo è bipolarismo? Tiffany è stata licenziata per aver scopato con tutto lo studio: per questo servono psicofarmaci?

il lato positivo1

Senza contare che gli altri personaggi della storia sembrano tutti più pazzi dei due pazzi. Esemplare è la scena della cena in cui i due si incontrano: la sorella di Tiffany e il marito emanano nevrosi al punto che quando a cena i due ospiti si mettono a parlare di antidepressivi, viene da tirare un sospiro di sollievo. Per non parlare dei genitori di Pat: lei fragile e allo stesso tempo iperprotettiva (molto brava Jacki Weaver), lui ossessionato dal football e superstizioso a livelli maniacali (un Robert De Niroin ripresa).

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Il tentativo sembra quello di far apparire i due “matti della storia” gli unici consapevoli della propria follia e quindi gli unici abbastanza forti da vincerla. Ma le riprese, le scene, le inquadrature e soprattutto i dialoghi non lasciano spazio alla profondità dei due personaggi.

La trovata della gara di ballo è probabilmente l’unica da salvare. Ma anche in questo caso l’idea sembra pensata e abbandonata a se stessa. Pat non fa che ripetere che “questa cosa del ballo” sta funzionando, che lo fa star bene, ma di fatto questo progresso lo spettatore non lo vede. Le scene in cui i due ballano insieme (sia durante gli allenamenti che durante la gara) sono piacevoli e divertenti, ma poco sviluppate.

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Il finale è talmente prevedibile da risultare imprevedibile e non fa che aggiungere un ulteriore velo di superficialità a una storia che vorrebbe veder incontrare due mondi interiori complessi e malati. Quanto può essere sincera la dichiarazione d’amore di un bipolare ossessionato dalla propria ex-moglie rivolto a una donna appena conosciuta?

Per quanto io sia la sua più grande fan già dal suo ruolo in “Winter Bones”, purtroppo c’è da ridire anche sull’Oscar vinto da Jennifer Lowrance. Indubbiamente un’attrice di talento, ma in un’interpretazione esagerata e qualche volta grottesca. Come nella scena in cui elenca al padre di Pat le prove del fatto che è lei a portare fortuna agli Eagles e alla fine fa un sorso di birra che dovrebbe sembrare rozzo e quindi un po’ sexy e invece appare finto come il tiro di sigaretta di un attore che non ha mai fumato in vita sua.  Formidabile nelle scene di ballo dove riesce a valorizzare la sua incredibile bellezza senza trascurare la goffaggine del personaggio (e vista la caduta sulle scale del Dolby Theatre, magari anche la propria).

jenniferlawrence

VOTO 5

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TITOLO: Il lato positivo

REGIA: David O. Russell

ANNO: 2012

CAST: J. Lawrence, B. Cooper, R. De Niro, J. Weaver

se volete rivederli:

Jennifer Lawrence: Un gelido inverno

Bradley Cooper: La verità è che non gli piaci abbastanza

 

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12 pensieri su “Il Lato Positivo

  1. concordo: il film non è eccezionale (è piaciuto da morire a mia moglie, ma non fa testo perché lei è una romanticona che applaude qualsiasi storia purché finisca bene)
    anche sull’Oscar a J.L. ci sarebbe da dire; io lo avrei dato a Jessica Chastain (vabbé, lo vincerà la prossima volta)

  2. Anche a me non mi ha entusiasmato per molti dei motivi che hai sottolineato. Vorrei peró provare a girare una tua critica perché il film possa uscire con un 6 invece che con un 5.
    Pat e Tiffany hanno il ruolo degli psicopatici con traumi di natura amorosa. Il film peró, scrivi tu, non riesce a sviluppare il tema della malattia mentale. Né lui né lei ci danno l’idea di essere dei matti veri e propri. Verissimo. Ma se non fosse precisamente quello il fine? Se invece il film volesse proprio sottolineare che la nostra società (nel caso specifico, quella americana) tende a bollare come psicopatici coloro che in realtà hanno dei disturbi e stranezze tanto quanto ce le hanno le persone a loro vicine? Il ruolo del padre ossessivo e della madre iperprotettiva non sono casuali. “Perché loro sono considerati normali e lui no?” sembra chiedere il film.

    • La risposta che mi viene da darti è che sebbene questo film porti a riflettere sul punto che tu hai ben sottolineato, la mia impressione è che non lo faccia volontariamente. Allora la domanda è: dobbiamo premiarlo per un risultato ottenuto, anche se (come penso in cuor mio) per sbaglio?

  3. ei! ma che bella questa idea.. (sappi che hai una nuova follower! )comunque anche io dico no a questo 5.. e poi come facciamo a dire che un risultato sia stato ottenuto “per sbaglio”? forse il regista lascia anche aperte delle porte per l’interpretazione personale senza voler dare per forza questo o quel messaggio.. è anche questo il bello di molti film.. comunque grande meich mi piace questo blog! 🙂

    • Ciao Vitti, che piacere! Questo film è uno dei più controversi del blog (nonchè quello che lo apre) e mi fa piacere vedere che il dibattito continua! Purtroppo quando usciamo dal cinema, la prima chiave di lettura che usiamo è proprio quella del gradimento e non essendo riuscita ad apprezzare questo film, mi viene anche molto difficile cercare di comprenderlo (e cercare intenzionalità dove potrebbe non esserci).
      Grazie del commento!! Mi raccomando aspetto altrie opinioni! 😀

  4. visto anche io da poco e non concordo pienamente sul 5 affibbiatogli.
    certo non è un film da 10(trovo detestabile e tremendamente prevedibile il finale(anche se ho pianto ma questa mia sensibilità pè meglio lasciarla da parte).
    però l’ho trovato girato molto bene:le inquadrature che spesso sembrano a mano, sono perfette a sottolineare le emozioni dei personaggi e sopratutto il tipo di sgaurdo che i protagonisti hanno sul mondo(molte inquadrature che sembrano tagliate riflettono secondo me perfettamente il modo di vedere il mondo a “mezz’asta” di chi prende psicofarmaci. Certo ti ci devi abituare e all’inizio possono dar fastidio(almeno così affermò una deelle persone che era al cinema con me quella sera.
    poi dal punto di vista della storia è giocato ovviamente sul parossismo, però racconta una cosa semplice che è alla base della psichiatria/psicologia. il cercare il lato positivo ovvero il volere in qualche modo essere curati è alla base di qualsiasi guarigione indipendentemente dalle pilloline(che sono utili spesso per stabilizzare la persona ma che vanno dosate e non date con libertà e sopratutto le pèilloline senza la voglia di guarigione sono inutili e che sono il tema del film di sodenbergh “effetti collaterali”). e questo tema sembra essere sviluppato molto bene.

      • ehmm…avevo detto di lasciar perdere, di sorvolare…ma ormai….

        risposta n° 1
        sono una persona così sensibile che piango anche leggendo wikipedia
        risposta n°2
        invecchiando si diventa più sentimentali
        risposta n° 3
        mi è andata una bruschetta nell’occhio
        risposta n° 4
        sono un tenero peluche alto due metri…

        barrare la risposta esatta….

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