Il Cigno Nero

Nina è una giovane ballerina che sogna di interpretare il ruolo principale nel Lago dei Cigni. Quando però ottiene la parte del cigno bianco per cui è perfetta, si trova improvvisamente a dover fare i conti anche con il cigno nero, la gemella cattiva.

Con il cigno nero, Aronofsky (Pi Greco – il teorema del delirio e The Wrestler) firma il suo capolavoro. The Black Swan è un thriller psicologico perché è la messinscena di un mondo interiore. Tutti sono Nina: la madre che ha rinunciato a ballare quando è rimasta incinta e che ora vive il sogno della “sua bambina”, Beth (Winona Ryder), la prima ballerina, “piccola principessina” del maestro, ora costretta a fare i conti con l’età, Lily (Mila Kunis), che mangia hamburger al sangue, che ammalia e seduce. Nina voleva essere come Beth e quando lo diventa teme che Lily voglia prendere il suo posto. Nina è tutti i personaggi e tutti I luoghi di questo film, è l’assassino e la sua vittima.

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Il cigno nero è una metafora perfetta del conscio e dell’inconscio, della luce e del buio, del corpo e della mente, del dentro e del fuori, del sé e degli altri. Ogni scena è un gioco di specchi, di ombre, di luci. Nella prima parte del film il cigno bianco è dentro e quello nero è fuori. Nina è bianca e tutti gli altri sono neri: le ballerine sedute in sala prove, il maestro Thomas (Vincent Cassel), Lily, Veronica, Beth. Nina è fragile, stressata e accerchiata da personaggi negativi da cui solo la madre sembra riuscire a proteggerla. Ma man mano che la storia va avanti, il cigno nero si fa spazio nel corpo (che si trasforma e si decompone dolorosamente) e nell’anima della protagonista e si scontra con la custode del cigno bianco, una madre iperprotettiva la cui camera da letto è tappezzata di ritratti della figlia. Per un momento tutti diventano grigi (letteralmente: i maglioncini, le tute, i pantaloni sono grigi per le scene centrali del film), poi finalmente Lily regala a Nina la maglietta nera e allora si compie la metamorfosi: la luce esce e entrano le ombre.

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Le parole di Thomas «tu sei l’unico ostacolo al tuo successo» sono allo stesso tempo il lucchetto e la chiave del film. Tutta la rete di personaggi neri della seconda parte del film scompare e si condensa nel cigno nero. E’ sul palco della prima del Lago dei Cigni che Nina capisce definitivamente che cigno bianco e cigno nero non possono convivere. Quando Nina diventa totalmente nera può eliminare i suoi nemici, distruggere gli ostacoli, ottenere ciò che vuole. Ma l’unico ostacolo al cigno nero è il cigno bianco, che sconfitta dalla gemella malvagia e destinata a rimanere un cigno tutta la vita, sceglie la morte gettandosi da una rupe.

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Quella di Natalie Portman è un’interpretazione straordinaria e merita tutti i premi che ha vinto (tra cui Oscar e Golden Globe) nonostante la polemica suscitata dalla ballerina controfigura che ha provato a rivendicare parte del merito (ma che c’entra? questo è un film, non un balletto e N.P. ha vinto per la sua interpretazione, non per i suoi passi di danza). L’interpretazione di Mila Kunis è stata sicuramente trampolino di lancio per la sua carriera; da allora l’abbiamo vista protagonista in Friends with Benefits con Justin Timberlake e ora è nelle sale come strega malvagia del Grande e Potente Oz. Incredibile il gioco di somiglianze tra lei e la madre di Nina e tra Natalie Portman e Winona Ryder (l’ho visto solo io?).

Uno dei film più belli che abbia mai visto, Aronofsky riesce nell’obiettivo della sua protagonista: quello della perfezione.

VOTO 9 e 1/2

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TITOLO: The Black Swan

REGIA: Darren Aronofsky

ANNO: 2010

CAST: N. Portman, M. Kunis, V. Cassel, W. Ryder

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6 pensieri su “Il Cigno Nero

  1. Non so se lo definirei un capolavoro… Sicuramente è un ottimo film esaltato come dici tu dalla grande interpretazione di Natalie Portman. Ma per me il miglior Aronofsky rimane quello di “Pi Greco”.
    Ciao!
    Alberto
    Ps: aiuto, mi sono perso qualcosa… Perché Cimena?? 😛

    • Non lo so, a me Pi greco è sembrato molto più “disordinato”, mentre il cigno nero più equilibrato e concentrato, senza sbavature e senza spazi vuoti.
      Tralaltro io non ho visto The Wrestler e L’albero della vita (che mi hanno caldamente consigliato) quindi ne riparleremo.
      P.s. Ah non so, io vado al cimena… tu dove vai? 🙂

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