Eyes Wide Shut

Uscito nel 1999, Eyes Wide Shut chiude egregiamente la carriera di Stanley Kubrick, morto d’infarto quattro mesi prima dell’uscita del film (infatti la colonna sonora l’ha completata l’amico Spielberg). Dopo aver visto il documentario su Shining di cui ho scritto qui, mi sono gasata di brutto e quindi eccomi alle prese con Eyes Wide Shut.exs4

In inglese Eyes Wide Open significa qualcosa come occhi sgranati, completamente aperti. Eyes Wide Shut potrebbe voler dire quindi Occhi Completamente Chiusi, ma anche ossimoricamente Occhi Spalancatamente Serrati (wide può essere un avverbio e stare per ‘completamente’ o un aggettivo che sta per ‘largo, spalancato’). Ma Shut-Eye vuol dire anche sonno. E infatti il titolo del romanzo di Arthur Schnitzler  da cui il film è tratto è proprio Traumnovelle (novella del sogno).

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Alice (Nicole Kidman) e Bill (Tom Cruise) Harford sono una coppia sposata da nove anni (proprio come Nic e Tom, sposatisi nel 1990) con una figlia. Il film inizia con una festa durante la quale lei balla con un uomo appena conosciuto e lui si accompagna a due giovani modelle per poi sparire per un po’. La sera, in camera da letto, Alice racconta a Bill di una fantasia avuta anni prima nei confronti di un uomo visto di sfuggita. Iniziano qui le peregrinazioni del Dottor Harford in una New York notturna, ricca di tentazioni, fantasie e inganni.

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Il film può essere diviso in due metà. La prima metà: quella delle tentazioni, la seconda: quella delle verità. Durante la prima notte infatti a Bill ne succedono di tutti i colori (l’arcobaleno è un simbolo frequente nel film!): riceve una dichiarazione d’amore eterno dall’avvenente Marion, figlia di un paziente, incontra Domino, giovane prostituta, di cui in un primo momento vorrebbe comprare i servigi, si trova davanti una sedicenne in biancheria intima. E infine incontra Nick che gli dà la password per entrare nel posto misterioso in cui suona il piano bendato. Senza contare che la notte prima si era intrattenuto con le due modelle del ricevimento e aveva soccorso un’affascinante rossa in overdose. Nella seconda parte del film però arriva il risveglio. Quando Bill prova a chiamare Marion, risponde il fidanzato. Quando torna a cercare Domino, lei non c’è e lo accoglie la sua coinquilina. Quando va in albergo per parlare con Nick, lui ha appena fatto il check out. Al negozio di costumi, tutti sembrano aver rimosso gli avvenimenti della sera prima.

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Parliamo allora di tutti questi personaggi. Innanzi tutto abbiamo una quantità di rosse statisticamente eccezionale. La figlia di Bill, Mandy, Domino e la sua coinquilina sono rosse. Marion sarebbe dovuta essere interpretata dalla rossiccia Jennifer Jason Leigh. E la stessa Nicole Kidman è originariamente rossa. Amanda (Mandy) e Domino hanno le stesse consonanti. Bill e il fidanzato di Marion che arriva a casa del defunto si somigliano notevolmente. Ma anche la figlia di Milich e Domino si somigliano (poi oh le somiglianze è scientificamente provato che non sono scientificamente provabili però…). Qualche analisi ha provato a ricondurre il personaggio di Milich a un Jack Torrance (protagonista di Shining) invecchiato vent’anni, soprattutto per via della sua vestaglia. In generale sembra proprio che, come nei sogni, i personaggi che compaiono siano la composizione e il richiamo di personaggi reali, quindi conosciuti, anche se spesso mischiati tra loro.

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Sul tema del film non mi soffermerei più di tanto. Sì certo, la gelosia, l’ossessione del tradimento, la tentazione, la fantasia e l’inganno. Tra l’altro la Kidman e Cruise erano la coppia di Hollywood ai tempi in cui Kubrick li ha contattati per questo lavoro e viene certamente da domandarsi quanto di quello che hanno messo nell’interpretazione fosse fittizio e quanto reale (domanda che peraltro viene da farsi per ogni scena del film). Oltre al fatto che non lo trovo essenziale, parlare delle tematiche del film è anche piuttosto difficile. E’ un film che parla del matrimonio e della tentazione che nasce dai vincoli; tentazione cui solo il matrimonio conferisce valore così estremo. Come dice l’ungherese alla festa: una volta le donne si sposavano giovani per poter fare tutto quello che volevano con gli altri uomini.

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In fondo non è il tradimento che tormenta i protagonisti, perché di tradimenti non ce ne sono stati. E’ l’inganno. Non i fatti, ma le fantasie. Crediamo che le nostre fantasie possano volare libere, ma non è così. Quando Bill scopre che Domino è malata di HIV, la sensazione dello spettatore non è di sollievo per il fatto che non ci sia andato a letto, ma di sconfitta. Bill crede che una maschera tra tante altre maschere lo renda anonimo e sicuro e tutelato, ma tutti lo riconoscono (i due che lo salutano con un cenno della testa e la ragazza che lo mette in guardia). Amanda muore, Nick scompare scortato da alcuni uomini, Milich non è più furioso con la figlia libertina e ne offre in vendita il corpo. Com’è possibile che l’avventura immaginifica della prima notte comporti così tante conseguenze reali nella seconda?

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Chissà se Kubrick, dall’alto dei suoi 200 punti di quoziente intellettivo, sapeva che quello sarebbe stato il suo ultimo film. Di certo in EWS compare una ricca serie di richiami ai suoi film precedenti. La figlia di Milich è una ninfetta perfettamente riconducibile a Lolita. La scena in cui mamma e figlia fanno colazione ricorda moltissimo quella all’inizio di Shining. I costumi nel negozio di Milich sono simili a quelli di Barry Lindon. La scena in cui Bill viene spintonato da una banda di ragazzi per strada riprende precisamente una scena di Arancia Meccanica.

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Come al solito ho scritto tantissimo e non ho detto un sacco di cose, tipo che nel film ritorna spesso l’immagine della consegna del biglietto (per far ricordare Bill, Alice descrive l’uomo delle sue fantasie segrete come quello che ha ricevuto un biglietto a tavola e si è alzato, il receptionist dell’albergo dice che Nick avrebbe voluto passargli un biglietto prima di andare via ma non ci è riuscito e naturalmente anche Bill ne riceve uno come avvertimento). Ma per essere esaurienti nel parlare di un film come questo bisognerebbe come minimo essere Kubrick stesso.

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Concludo con il discorso del genio Stanley Kubrick alla consegna del premio DW Griffith sulla sua personale rivisitazione del mito di Icaro. Anzi no dai finisco come finisce il film: FUCK.

VOTO 9 e 1/2

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TITOLO: Eyes Wide Shut

REGIA: Stanley Kubrick

ANNO: 1999

CAST: N. Kidman, T. Cruise, S. Pollack

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