Gravity ●●○○○

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Del regista Alfonso Cuaron, Gravity è stato il film di apertura della 70° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. La storia è quella del naufragio nello spazio di due astronauti, Ryan Stone (Sandra Bullock) e Matt Kowalsky (George Clooney). E ho appena deciso che la mia recensione proseguirà per elenchi.

Cosa mi è piaciuto di Gravity:

1)      Finalmente un film che vale la pena vedere in 3D

2)      La prima mezz’ora di scene d’azione in totale assenza di gravità sono entusiasmanti e davvero coinvolgenti (la nausea della protagonista diventa presto quella dello spettatore) (in senso buono). Incredibili gli effetti speciali.

3)      La scena dell’alba vista dallo spazio oltre l’atmosfera è commovente (ma io sono fissata col sistema solare quindi faccio poco testo)

Cosa non mi è piaciuto di Gravity:

1)      I dialoghi sono a dir poco scadenti. L’umorismo del personaggio maschile e la melensità di quello femminile sono insopportabili.

2)      Quello di Ryan Stone è un personaggio insipido e privo di profondità. La protagonista del film è un medico la cui figlia è morta (banalità prevedibile) e che non ha nulla di minimamente interessante da valere un intero film. Fosse una storia vera ammirerei la verosimiglianza, ma visto che non lo è e che tutto gira intorno a lei e alla sua avventura nello spazio, si poteva fare qualcosa di meglio.

3)      Sandra Bullock non mi è piaciuta affatto, ma in generale non la reputo una brava attrice. Inoltre la sua faccia rifatta è davvero inguardabile e sarebbe fuori luogo in qualsiasi film.

4)      La sceneggiatura è abbastanza povera e inverosimile. ATTENZIONE SPOILER. Per esempio la scena in cui George Clooney convince lei a lasciarlo andare e quindi farlo morire è poco plausibile e va contro ogni istinto di sopravvivenza. Anche il fatto che la Stone sia un medico che è partito per lo spazio dopo appena sei mesi di corso d’addestramento è quantomeno stranino e soprattutto non necessario (o forse sì se l’obiettivo era renderla fragile, spaesata e piagnucolona).

5)      E’ un film d’azione e basta quando avrebbe potuto essere occasione per una riflessione molto più ampia sull’uomo e l’universo.

GRAVITY

Domande:

1)      C’era davvero bisogno delle riprese di Sandra Bullock in culotte?

2)      Cosa vuol dire la scena in cui lei si mette in posizione fetale? Una citazione di 2001 Odissea nello spazio? Un tentativo filosofico? Qualsiasi fosse l’obiettivo non credo sia ben riuscito.

3)      Perché anche con nausea e assenza di ossigeno la faccia di Sandy è comunque perfettamente e omogeneamente color cipria?

4)      Vogliono forse suggerirci che i Russi sono dei nemici e i Cinesi dei mezzi-scemi?

VOTO: 6

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12 pensieri su “Gravity ●●○○○

  1. ecco, lo sapevo…non avevo troppa voglia di vederlo – Giorgione e la Bullock non mi sono mai piaciuti granchè – e ora leggendo gli aspetti che non ti sono piaciuti del film (che sono poi le cose secondo me da valorizzare in ogni pellicola), m’è scesa ancora di più

    • Però le scene iniziali in 3D spaccano!
      Ecco volevo solo spezzare una lancia da me stessa scagliata… giusto per avere la coscienza pulita. ora possiamo pure continuare a parlare di quanto è antipatica Sandy

  2. Finalmente qualcuno che la pensa come me! Ovunque ho trovato solo recensioni e pareri positivissimi e i pochi che lo hanno “attaccato” sono stati accusati di voler fare i bastian contrari a tutti i costi, visto che il film è piaciuto a tutti, invece ho notato le stesse cose che hai notato tu, non mi ha totalmente convinta.

  3. Bene concordo anch’io! Questo film a me è parso un’occasione in parte mancata…un involucro fantastico all’interno del quale c’è il nulla (nel senso della magnifica e unica visione degli spazi siderali, ma solo di quella). Chissà Kubrick, se fosse ancora vivente e in piena attività, che cosa avrebbe combinato con il 3D.

    • Ho appena letto la tua recensione e sono d’accordo: Gravity è dal punto di vista della regia, della tecnica e degli effetti speciali un capolavoro rivoluzionario. Purtroppo io penso che un film per essere un capolavoro “assoluto” non possa prescindere da alcuni aspetti che in Gravity sono più che trascurati.
      Poi, ovviamente, le delusioni pesano sempre più delle soddisfazioni e forse per questo il mio giudizio ha risentito molto di più delle prime che delle seconde.

      Grazie del commento! Mi faccio subito un bel giro sul tuo blog!

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